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RECENSIONI

La Gazzetta del Mezzogiorno
Domenica 22 Maggio 2011

Vito Di Modugno
E' barese il boss dell'Hammond

L’affermazione nel referendum delle celebre rivista statunitense Down Beat, che lo ha inserito nella top ten mondiale dei solisti di organo Hammond, ha incoraggiato il barese Vito Di Modugno – e con lui il discografico Sergio Veschi, patron della Red Records – a insistere sulla strada intrapresa di un «hard bop» personale, ma al contempo per nulla vergognoso della propria discendenza stilistica da quel «Blue Note Sound» che resta tutt’oggi fra i più amati dagli appassionati. E i fasti della celebre etichetta fondata nel 1939 da Francis Wolf e Alfred Lion vengono rievocati non appena si scorre la copertina del cd East Side, nel quale il Nostro, oltre ad aver allestito una formazione ampia, degna di certe sedute di Jimmy Smith (si pensi a The Sermon o House Party), ha inserito anche Zoltan, The Moontrane e Softly As in a Morning Sunrise, ovvero tre temi tratti da Unity, l’album del 1965 nel quale l’indimenticato Woody Shaw aveva «incrociato» la propria tromba con il sax di Joe Henderson e, soprattutto, l’organo Hammond di Larry Young (il batterista, per la cronaca, era Elvin Jones).
Sostenuto dai fidati Pietro Condorelli alla chitarra e Massimo Manzi alla batteria, Di Modugno ospita allora la tromba di Fabio Morgera, il sax di Jerry Bergonzi e, in alcuni brani, anche quello del pugliese Michele Carrabba, per un disco nel quale la cifra jazzistica non fa sconti a nessuno e segue opportunamente solo il rigore stilistico, l’entusiasmo, senza ammiccamenti modaioli di sorta.
L’apertura di East Side Blue, con i suoi aromi di balkan jazz, sembra quasi pensata a mo’ di prologo per Zoltan, che Shaw compose in omaggio al musicista ungherese Zoltan Kodaly. Seguono poi due brani originali di Di Modugno, il ternario Jury’s Bite, in slow tempo e il gustoso Sidran, del quale si apprezza l’afrolatin beat. Tipicamente in stile Blue Note è poi anche Tilt di Bergonzi, protagonista anche del succitato Softly... con un aspro assolo di sax. In The Moontrane, Carrabba si dimostra ben all’altezza dei blasonati colleghi, mentre di nuovo Di Modugno firma gli indovinati Clemmy e Unity, espresso omaggio alla registrazione di Shaw, mentre tocca a Morgera chiudere la scaletta con The Incredible Truth, che sembra riproporre gli aromi levantini del brano iniziale.
Un cd che piacerà, c’è da starne certi e che continuerà a consolidare la fama di Di Modugno al di là dell’Oceano.

Ugo Sbisà

 

 

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