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A "Jazz Meeting" Vito di Modugno
Parla il virtuoso dell'organo Hammond
L'inizio del 2011 ha portato l'ennesimo riconoscimento internazionale
per il jazz italiano, con Vito di Modugno, classificato all'ottavo
posto tra i musicisti virtuosi di organo Hammond, dalla prestigiosa
rivista americana "Downbeat" una delle miglior pubblicazioni
al mondo del settore. Una soddisfazione moltiplicata dal fatto di
essere stata del tutto inaspettata, da parte del musicista pugliese,
attivo ormai da molti anni non solo in ambito jazzistico ma anche
nel pop, accanto a nomi importanti del panorama italiano ed internazionale.
Proprio con Vito di Modugno abbiamo parlato del riconoscimento.
"Sì - dice il tastierista -, nella classifica troviamo
nomi importanti che sono stati e rappresentano anche oggi i miei
punti di riferimento; è stata una grande soddisfazione, come
del resto quella di suonare questo magnifico strumento. L'Hammond
è ricco di dinamica e quando lo suoni ti sembra di avere
a che fare con una "big band". E' nato negli anni 30 anche
se ha avuto il suo massimo splendore negli anni '60, ed ha come
altri strumenti la sua storia".
Sergio Veschi della Red Records aveva previsto questa affermazione.
Sì, effettivamente Sergio è stato il primi a credere
in me e nella possibilità di potermi proiettare a livello
internazionale, come poi puntualmente è avvenuto. La passione
di questo straordinario personaggio del jazz italiano mi ha dato
una notevole spinta motivazionale.
Un riconoscimento che ti darà una ulteriore carica per
i tuoi prossimi impegni.
Sono impegnato sul fronte discografico, dal momento che ho registrato
qualche mese fa il mio nuovo disco "East Side" per la
Red Records in uscita in questi giorni, con musicisti come Jerry
Bergonzi e Fabio Morgera oltre ai miei compagni di viaggio Massimo
Manzi, Michele Carraba e Pietro Condorelli. Successivamente cercherò
di portare avanti questo progetto con alcuni concerti in estate,
quando spero di poter riunire tutti i musicisti che vi prendono
parte.
Giancarlo Bastianelli
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